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IN RICORDO DI MIA MADRE

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IN RICORDO DELLA SECONDA MADRE

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12/08/2016

Amarcord - Che bei ricordi !

Digitando per gioco il mio nome e cognome sul motore di ricerca  ho scoperto un articolo di un quotidiano locale in cui vi era riportata la notizia che i miei ex compagni di scuola delle medie si erano ritrovati l'anno scorso. Inutile nascondere l'emozione nel vedere la loro foto dopo tanto tempo paragonata alla foto fatta allora. 

Quanti anni sono passati! Che bei tempi erano quelli! Chi l'avrebbe detto che tutto si sarebbe stravolto? Un tuffo al cuore mi ha provocato la fine dell'articolo : " un pensiero speciale a XXX ( cioè io N.B.)

Come dice la canzone di Nava : COSI' E' LA VITA...






it.wikipedia.org

Così è la vita (album Mariella Nava)



Così è la vita è l'ottavo album di Mariella Nava pubblicato dalla Edizioni musicali Baraonda su licenza Calycanthus nel 1999, in concomitanza con la sesta partecipazione dell'artista al Festival di Sanremo con la canzone Così è la vita, che ha conquistato il 3º posto e il premio come miglior musica.


TESTO


Così è la vita che ci sospende
con i suoi segni inconfondibili / il suo cuore palpitante
e il nostro sangue che si rapprende
così è la vita che ci riguarda
con i suoi giorni imprevediibli
un dolore che non ritarda
una spia luminosa che si accende
così è la vita generosa
come un'altare agli occhi di una sposa
con i suoi bivi binari di scambio / e noi...
suoi pezzi di ricambio
così è la vita che ci riprende
dalle speranze che disattende
tentazioni e avemarie / e un cielo che si stende...


Così è la vita amore mio / e tu che mi cammini accanto
raccoglila / trasforma in un sorriso questo pianto
così è la vita amore mio /tu fammi grande questo tempo
sollevami / tu dammi forza tu dammi cemento
così è la vita e ci sbatto la testa
e noi a ballarla come una festa
noi vestiti per l'occasione / e una canzone...
la... la...


Così è la vita che ci difende
combinazioni incomprensibili / il suo battito incalzante
e questo sole che sale e scende
così è la vita che ci frammenta
dentro i ricordi ben visibili / paura che ci spaventa
e una notte brava che ci spende
così è la vita che ci riscatta
e milioni di lotterie e profezie
destini nelle carte / e noi...
a mettere da parte.


Così è la vita amore mio / tu che alla sera torni stanco
sorreggiti con me / qui sotto questo telo bianco
così è la vita amore mio / lei che procede a fuoco lento
abbracciami / prendiamo tutto quanto
in un momento
così è la vita in te la riconosco
con i suoi rovi i suoi frutti di bosco
noi a cantare una nuova stagione / e una canzone...
la... la... / la... la...

11/28/2016

I grandi della musica napoletana : Carosone


Carosone è stato un inimitabile della canzone napoletana grazie anche alla sua formidabile orchestra con il "matto" batterista Gegè Di Giacomo. 
 Nel 1949 Gegè Di Giacomo seppe che il giovane pianista Renato Carosone era stato invitato a formare un trio per un nuovo locale a Napoli, lo Shaker Club
La data dell'inaugurazione era prevista per il 28 ottobre. 
 Gegè si presentò all'hotel Miramare, dove Carosone stava provando con il chitarrista olandese Peter Van Wood, senza batteria, dicendo che l'aveva portata a cromare
Carosone e Van Wood, contrariati, cominciarono a dubitare della validità di Gegè, che intuì tutto e per fugare ogni dubbio improvvisò una batteria casalinga: una sedia di legno, un vassoio, tre bicchieri di diversa grandezza e tonalità, due pioli, un fischietto
Nacque così il Trio Carosone, che avrebbe segnato una svolta nella storia della canzone napoletana.
cronologia.leonardo.it

RENATO CAROSONE - BIOGRAFIA DI UOMINI ILLUSTRI

‘Sono nato il 3 gennaio 1920….Dire quando sono nato però non risolve il problema. Adesso dovrei raccontarvi la mia infanzia, i miei primi anni in vico dei Tornieri, for’ a marina, a due passi da piazza Mercato, cuore di una Napoli stracciona eppure nobilissima’.

Con queste parole Renato Carosone, uno dei più noti autori ed interpreti della canzone napoletana, iniziava il racconto della sua vita nell’autobiografia ‘Un Americano a Napoli’, pubblicata poco prima della sua morte.
Il cantante che raggiunse il successo con la notissima canzone ‘Tu vuò fa l’Americano’ e con altre notissime melodie, visse appunto in questo vicolo della Napoli antica, nel quartiere Pendino, che prende il nome dalla presenza in loco di tornitori di legno e metalli. Da questa strada, il cui tracciato originario fu in parte alterato dai lavori del Risanamento, Renato Carosone iniziò la sua scalata verso il successo.

Primo di tre fratelli, all’età di sette anni fu avviato dal padre, impresario al Teatro Mercadante, allo studio del pianoforte, sotto la guida del maestro Albanese, di Vincenzo Romaniello e di Celeste Capuana. Nel 1935, all’età di quindici anni, fu scritturato come pianista commentatore all’Opera dei Pupi di don Ciro Perna e due anni dopo si diplomò al conservatorio di San Pietro a Majella.
Subito dopo lasciò Napoli e si imbarcò per l’Africa in tournee con una commedia di varietà; giunto a Massaua eseguì in un ristorante frequentato da camionisti italiani il repertorio classico napoletano, ma gli avventori, tutti del nord Italia, non lo apprezzarono e la compagnia fallì poco dopo e tutti i componenti rientrarono in patria. Carosone scelse però di restare in Africa, fu ad Asmara e poi ad Addis Abeba per lavoro, partecipò quindi alla guerra sul fronte somalo-britannico e riprese poi a suonare il pianoforte in una formazione jazz in un club inglese.

I primi successi lo invogliarono, dopo nove anni, a tornare in Italia ove, dopo qualche anno di gavetta, fu chiamato a Napoli per l’inaugurazione del nuovo club Shaker. Qui nacque il trio con Carosone, Petr Wan Wood e Gegè Di Giacomo, che ottenne subito un successo clamoroso; una sera, grazie alla inconsueta richiesta di un commerciante di tessuti presente tra il pubblico, il trio eseguì con ritmo più veloce ‘Lo sceicco’ e nacque così il loro stile inconfondibile.
Il successo fu consacrato nel 1955 con ‘Maruzzella’, la canzone ispiratagli dalla moglie Lita, che divenne anche un film, e poi dal sodalizio con Nisa, nome d’arte di Nicola Salerno, da cui nacquero pezzi celebri come ‘Buonanotte’, ‘O suspiro’, ‘Tu vuò fa l’americano’ e ‘Torero’, quest’ultima tradotta in dodici lingue e in testa nelle classifiche statunitensi per due settimane. Seguirono poi ‘O saracino, Pigliate nà pastiglia, Caravan Petrol e tante altre melodie immortali, diventate il simbolo della canzone napoletana del novecento.

Carosone inventò una nuova musica napoletana, moderna e spensierata, ironica, caricaturale e ricca del secolare patrimonio della sua tradizione. Alla sua straordinaria inventiva aggiunse una preparazione professionale perfetta e invidiabile, grazie alla quale suonava magicamente il pianoforte anche con le palle da tennis. Le sue canzoni diventarono così famose nel mondo intero, alcune star le cantarono in film di successo, e i suoi concerti-spettacolo mandavano il pubblico in delirio.
Al culmine della popolarità, nel 1960, Carosone decise improvvisamente di ritirarsi dalle scene, che volle abbandonare nel momento di maggiore popolarità, lasciando allibiti i suoi fan: tornerà ad esibirsi solo per poche volte, per la prima volta nel 1975 alla ‘Bussola’ di Viareggio, e poi solo in occasione di serate di gala in suo onore, del festival di Sanremo a cui partecipò nel 1989, e di applauditissime tournee in giro per il mondo.

La sua Napoli lo applaudì per l’ultima volta in occasione della festa di Capodanno nel 1998; poi, lontano dalle scene, Carosone trascorse gli ultimi anni di vita dedicandosi alla pittura, con quadri originali e bellissimi che gli hanno regalato non poche soddisfazioni. Scrisse anche una biografia, ripercorrendo le tappe della sua vita e dei suoi successi, che fu pubblicata poco prima della sua morte, avvenuta a Roma all’età di ottant’anni.


Link di approfondimento :